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© PROMETEO, Arnoldo Mondatori
Editore, Anno 14, numero 54, Giugno 1996, pp. 16-21
Cristallografo, Louis Pasteur fece la sorprendente
scoperta di una proprieta originale associata alla vita: le
molecole che derivano dai processi viventi cristallizzano in
una forma asimmetrica. Al contrario, le molecole ottenute artificialmente
producono una miscela nella quale alcuni cristalli e la loro
immagine speculare sono presenti contemporaneamente. Egli ritenne
quindi necessario includere un processo specifico nella chimica
del vivente per differenziarla da quella ordinaria. A causa
delle sue convinzioni filosofiche - o quanto meno delle sue
convinzioni dichiarate - Pasteur non pote pensare immediatamente
che la vita nascese spontaneamente dalla materia, che fosse
minerale od organica. La vita doveva nascere dalla vita. Ed
essendo ben noto che un brodo di coltura esposto allaria
determinava la nascita di una attivita chiaramente vivente,
si era propensi a ritenere che alpnterno del mezzo di coltura
preesitessero dei germi viventi che in esso si moltiplicavano.
Pasteur affermo di conseguenza:
"Ho la pretesa di dimostrare in modo rigoroso che in
tutti gli esperimenti in cui si e creduto di riconoscere lesistenza
della generazione spontanea tra esseri inferiori, in qui il dibatito
si trova oggi confinato, l'osservatore e stato vittima di illusioni
o di cause d'errore delle quali non si e reso conto o che non
ha saputo evitare..."
Dai momento che la vita non resiste a temperature
elevate, diveniva facile distruggere tutti i germi presenti
alpnterno del brodo di coltura. e, per mezzo di una apparecchiatura
appropriata, impedire che altri germi lo infestassero nuovamente.
Se questa ipotesi fosse corretta, un mezzo di coltura sterilizzato
per mezzo del calore rimarrebe immutato nel tempo e non consentirebbe
i'apparizione spontanea della vita. Al contrario, permettere
allaria. (nella quale Pasteur suppone siano presenti
germi) di en entrare in contatto col brodo sarebbe sufficiente
a scatenare il processo ben conosciuto della comparsa di organismi
viventi alpnterno di colture o di altri mezzi liquidi esposti
allaria.
La sterilizzazione dei recipienti chiusi era
gia nota e sviluppata da poco (metodo Appert). Alcuni, tuttavia,
obiettavano che il principio vitale fosse in grado di penetrare
solo in recipienti aperti. Cio avrebbe potuto essere verificato
utilizzando recipienti aperti a questo principio immateriale,
in cui pero l'apertura non avrebbe consentito ad un germe materiale
di pervenire agevolmente nel brodo di coltura. E cio che Pasteur
realizzo (cio indica come ritenesse che i germi avessero una
massa sufficiente per sedimentare nel mezzo di coltura e non
potessero risalire contro la gravita) costruendo i famosi recipienti
a collo d'oca, aperti all'aria, ma comunque sterili un secolo
dopo. Con questi lavori diede lavvio ad una ricerca ancora
in atto sullorigine della vita e al processo industriale
che porta ormai il suo nome, la pastorizzazione.
Qual e dunque oggi la situazione? Cosa possiamo
dire delle linee di ricerca in questo settore ? Nonostante
Pasteur abbia dimostrato che nessuna vita puo nascere spontaneamente
in un mezzo di coltura, e il modello del "brodo prebiotico " ad
avere a tutt'oggi il favore del pubblico, insieme, a dire il
vero, ad un altro modello assai discutibile, quello della panspermia lorigine
cosmica dei germi viventi - i cui sostenitori risultano essere,
curiosamsnte, Svante Arrhenius alpnizio del secolo, e attualmente,
Francis Crick.
Esistono argomenti a favore o contro pdea di
un brodo originario ? Pdea di base e che un'abbondante chimica
spontanea del carbonio abbia avuto luogo sulla Terra e nello
spazio intersiderale. Cio avrebbe permesso laccumulo
negli oceani di una significativa concentrazione di una grande
varieta di derivati organici, costituenti l'ambiente alpnterno
del quale sarebbe nata la vita. E immaginabile valutare sperimentalmente
tale ipotesi, sapendo che lo svolgersi della vita, nel corso
delle ere geologiche, ha necessariamente confuso le carte nellutilizzare
la materia orgarnica disponibile ?
Per dimostrare la possibilita delevoluzione
da un ricco brodo originario, Horowitz, nel l945, propose la
seguente ipotesi: si la vita ha utilizzato una molecola originale
complicata, E, lavra rapidamente esaurita nelle sue costruzioni.
Sara stato dunque necessario elaborare E a partire da un precursore
D, con laiuto di una prima catalisi (enzima a). A sua
volta ci si e esaurita. ed e stato necessario ottenerla a partire
da una molecola piu semplice C, per mezzo di un enzima b, e
cosi di seguito fino alla molecola piu semplice A. E questo
processo che spiegherebbe l'esistenza, al giorno d'oggi, di
organismi viventi che utilizzano gli elementi minerali piu
semplici per moltiplicarsi. Se questa sequenza di avvenimenti
e esatta, si puo dunque supporre che b derivi da a, c da b,
ecc., e che pertanto la filogenesi degli enzimi di una odierna
via metabolica (procedendo dal semplice al complesso) dovrebbe
evolvere in senso opposto a quello della complicazione dei
prodotti della via metabolica. Al'epoca questa ipotesi non
poteva essere verificata sperimentalmente. Tuttavia, nel l957,
Granick propose unipotesi diametralmente opposta che
prevede un'evoluzione dal semplice al complesso, con enzimi
che si sono evoluti per specificazione progressiva della loro
attivita a partire da un funzionamento iniziale assai indefinito.
In questo caso, le prime attivita enzimatiche sarebbero state
molto poco specifiche e si sarebbero adattate a diversi substrati.
E nel corso dell'evoluzione che esse sarebbero diventate sempre
piu precise e specifiche, per arrivare a cio che conosciamo
oggi.
E solo agli inizi degli anni Ottanta, con i
lavori di B.P. Nichols e dei suoi colleghi del'Universita di
Chicago, che si e potuto trovare un principio di risposta sperimentale:
questi autori, grazie al sequenziamento dei geni, hanno potuto
dimostrare che ipotesi di Granick era la piu verosimile. Essi
definirono questo fenomeno "evoluzione acquisitiva".
Da allora numerosi lavori hanno rafforzato tale ipotesi accantonando
definitivamente quella di Horowitz. L'osservazione piu recente,
e senza dubbio la piu convincente, viene dal nostro laboratorio
dove abbiamo dimostrato che metaboliti cosi differenti quali
acido aspartico, acido glutammico, acido uridilico e carbamato,
potevano essere fosforilati per mezzo di una stessa famiglia
enzimatica, col precursore pottenziale corrispondente alla
molecola piu semplice, il carbamato. Qualche anno addietto
avevamo altresi dimostrato che sia il metabolismo del triptofano,
sia quello della cisteina provengono da uno stesso precursore.
Tale risultaro e particolarmente degno di nota - e vi torneremo
in seguito - sopratutto se si ricorda che questi due aminoacidi,
chimicamente assai differenti, sono codificati da codoni molto
vicini (stesso locus generico).
Bisognava dunque scartare il modello del brodo
prebiotico. Numerosi scienziati hanno insistito sul fatto che,
per spiegare l'origine della vita, si dovrebbe piuttosto considerare
il mondo minerale, e piu in particolare la superficie di solidi,
come luogo deglie prime relazioni che hanno condotto alla vita.
Tra questi scienziati si debbono ricordare quattro nomi: D.
Bernal, a London, che fece notare pmportanza delle argille
nella catalisi minerale sulla materia organica; il gia citato
S. Granick, a New York, il quale ritenne che l'origine della
fotosintesi fosse da ricercarsi su superficie solide e che
suggeri pmportanza dei derivati dello zolfo nelle reazioni
intermedie di ossido-riduzione; G. Cairns-Smith, a Glasgow,
che ha chiaramente stabilito come un brodo prebiotico sarebbe
letteralmente avvelenato dalla propria ricchezza in molecole
diverse e chimicamente affni tra loro; da ultimo, G. Wächtershaüser
dellufficio brevetti di Munich, il quale ha insistito
sul fatto che un metabolismo sviluppatosi alla superficie di
particelle solide dovrebbe essere considerato lunica
possibilita ragionevole per la comparsa della vita cosi come
noi la conosciamo. Inoltre egli ha posto laccento sul
ruolo dello zolfo come principale intermediario delle reazioni
di ossido-riduzione, e come substrato di numerose reazioni.
Che cos'e la vita ? Non e il caso in questa
sede di rassumere il celebre libretto di Schrödinger,
ne tentare di definire le leggi della vita. Tuttavia desidero
richiamare lattenzione su quattro processi intimamente
associati in tutti gli organismi viventi: metabolismo, compartimentazione,
memoria e cio che si puo definire manipolazione. Memoria e
manipolazione sono legati per mezzo di un processo di codificazione,
essenziale alla definizione della vita. In questi processi
due scale spaziali, quella delle piccole molecole (qualche
atomo) e quella delle macromolecole (qualche migliaio, milioni
o anche miliardi di atomi), sono intrecciate. La vita si e
sviluppata principalmente a livello della scala intermedia.
Questi processi sono cosi differenti che e parso
a volte impossibile associarli, conducendo addirittura un fisico
come Freeman Dyson ad affermare che la vita e nata due volte
! Cio spiega perche la maggior parte dei biologi molecolari
abbia semplicemente omesso di tenere in conto il metabolismo
e la compartimentazione nelle loro ipotesi sullorigine
della vita, prendendo in considerazione solo le proteine e
gli acidi nucleici. La stessa ovisione si e verificata da
parte di coloro che hanno prseguito una riflessione concettuale
sulla vita, a cominciare, ad esempio, dalle macchine di Turing,
quando hanno ricercato delle macchine capaci di autoprodursi.
Allextremo opposto - e questo e il segno
di una sorprendente carenza intellettuale del pensiero scientifico
- troviamo alcuni ricercatori che reagiscono in modo entusiasta
alla minima scoperra di una nuova molecola organica nei cosmo,
ad esempio un banale aminoacido, come se cio apportasse una
nuova spiegazione dell'origine della vita ! Ad un altro livello,
la recente scoperta dei cosidetti ribozimi, frammenti di RNA
dotati di attivita catalitica, e stata considerata in grado
di risolvere l'apparente paradosso dell'uovo e la gallina:
chi e il primo, l'acido nucleico o la proteina? Ma anche se
tale questione assume in effetti contorni piu precisi grazie
allesistenza degli RNA catalitici, essa non fa altro
che porte con maggior forza un problema sempre eluso da coloro
che discutono sullorigine della vita, ossia lesistenza
dei nucleotidi. Resta peraltro un questione cruciale, quella
dell'orgine delle membrane necessarie alla compartimentazione.
Granick aveva proposto di analizzare
il metabolismo attuale per immaginare il metabolismo originale.
Il postulato sotteso ci dice che e a partire dal metabolismo
che si potranno spiegare tutti i processi del vivente.
Riassumiatmo brevemente il modeio elaborato
da coloro che propongono unorigine metabolica, minerale
e solida della vita. Superfici minerali adeguate, portatrici
di un eccesso di cariche elettriche, terranno a loro contatto
le molecole dorate di cariche opposte. Queste molecole sono
dunque sottoposte contemporaneamente ad un processo di selezione
(per carica elettrica) e di concentrazione locale (sono molto
concentrate alla superficie dei solidi). Inoltre, per semplice
effetto entropico, la polimerizzazione di queste molecole sara
favorita alla superficie (in particolare se questa polimerizzazione
elimina una molecola dacqua. che puo diffondere liberamente
nellambiente), al contrario di quanto accadrebbe in soluzione.
Una giustificazione delppotesi si trova nella
struttura stessa dei metabolismo odierno, che mette in gioco
molecole ricche di fosfatti e carbossilati, senza che cio abbia
un significato chimico per la loro attivita nei processi viventi
in cui sono coinvolte. Allo stesso modo, la maggior parte dei
coenzimi essenziali alla catalisi sono molecole cariche, dove
tuttavia tale carica non interviene nelle proprieta catalitiche
(e, in particolare, il caso del piridossal fosfato, essenziale
in numerose catalisi, nel quale e la funzione aldeide ad avere
proprieta catalitiche).
Possiamo dunque predire lesistenza di
funzioni simili a modificazioni ordinate di un substrato di
base, presente alla superficie del solido, operate da diversi
radicali chimici. E questo che abbiamo denominato transformazione
omeotopica. Lanalisi dei geni, ormai assai numerosi grazie
ai programmi di sequenziamento di interi genomi, giustifica
sempre piu frequentemente questa ipotesi. Possiamo cosi ossservare,
ad esempio, che il triptofano o la cisteina sono prodotti per
mezzo di una trasformazione omeotopica della serina attivata.
Ma questa osservazione permette di andare ancora oltre se si
nota che una modificazione di questo tipo esiste ancora chiaramente
al giorno d'oggi, ed e relativa alla sintesi del 21° aminoacido,
la selenocisteina : e una modificazione da parte del seleniuro
didrogeno della serina trasportata da un RNA di trasporto
che produce laminoacido in questione.
Questa osservazione ci fornisce quindi un filo
d'Arianna se le reazioni si svolgevano inizialmente su particelle
solide, un giorno e stato necessario sostituirle. E legittimo
pensare che gli RNA di trasporto siano stati in questo modo
sostitutivi delle superfici. Diviene facile allora comprendere
perche il triptofano (UGG), la cisteina (UGC, UGU) e la selenocisteina
(UGA) abbiamo codoni vicini: essi corrispondono ad una stessa
famiglia di trasformazioni omeotopiche. Tuttavia, se lipotesi
e essutta, appare interessante ricercare le funzioni in cui
compaiono degli RNA di trasporto, fuori dal contesto del loro
attuatle ruolo nella traduzione dei messaggeri. E, di fatto,
esistono numerosi esempli di queste funzioni (come la sintesi
dell'eme o della clorofilla, due pigmenti responsabili di numerosi
trasferimenti di elettroni e della fotosintesi). Ma tra queste
funzioni vi e una trasformazione omeotopica particolarmente
degna di nota : quella chi permette la sintesi dei peptidi.
In effetti, degli RNA di trasporto si trovano coinvolti in
reazioni nelle quali sono il supporto della sintesi peptidica,
e cio al di fuori della loro attuale funzione nellambito
delle sintesi di questo tipo (sarrebbe a dire senza lintervento
dell`apparato di traduzione, e dei ribosomi in particolare).
E dunque legittimo pensare che la sintesi dei
peptidi al di fuori delluso del codice genetico ha proceduto
quella che oggi e la traduzione degli RNA messaggeri, e che
essa e senza dubbio la loro origina. I messaggeri sono stati
allinizio degli RNA cofattori che aumentavano la precisione
della formazione di particolari peptidi, da cui la nascita
di un meccanismo di codificazione che associava certi aminoacidi
ad alcune sequenze di RNA. Il codice genetico sarebbe dunque
una conseguenza casuale della catalisi per omeotopia del legame
peptidico.
La questione centrale che si pone e dunque quelai
dellesistenza degli RNA (la loro moltiplicazione e divenuta
plausibile dal momento che sappiamo dellesistenza dei
ribozimi, capaci sia di catalisi che di riproduzione). Avendo
ritenuto ammissibile la polimerizzazione su superfici, il problema
centrale e quello dellesistenza dei nucleotidi. E un
problema assai complesso e in genere gravemente sottovalutato.
Al momento non esiste alcuna soluzione sodisfacente, in ragione
sia dellenorme complessita di queste molecole che della
loro grande instabilita (pertanto non e ragionevole pensare
che siano molecole rare arcumulatesi a poco a poco).
Tuttavia, il loro metabolismo attuale mette
in gioco degli aminoacidi precursori. Si e dunque spinti a
ricercare ipotesi concernenti gli aminoacidi e i peptidi. Esistono
relationi attuali che permettono la sintesi di peptidi fuori
dal contesto della traduzione ? Da qualche anno sappiamo che
cio e possibilta. Esiste infatti un coenzima (fosforilato e
che utilizza lo zolfo per le sue azioni catalitiche, come si
poteva dedurre da quanto detto in precedenza), il 4-fosfopanteteina,
il quale trasporta aminoacidi attivati, su una serie di atomi
di zolfo, attraverso una sequenza di trasferimenti di numerosi
legami tioesteri. E cio e in accordo con i numerosi argomenti
forniti dal chimico C. De Duve per sostenere che il legame
tioestere e stato primordiale nellambito della chimica
dellorigine della vita.
Le reazioni che mettono in gioco questo coenzima
permettono la sintesi di peptidi di struttura diversificata
(in generale, antibiotici). Diversi aspetti della reazione
sono arcaici, in particolare il fatto che gli aminoacidi sono
destrogiri o levogiri (D- o L-), oppure la circostanza che
il legame in questione e un legame con un atomo di zolfo. Diviene
quindi rilevante che un (iso) peptide sia necessario alla sintesi
di (iso) peptidi. Certamente lipotesi sarebbe maggiormente
sostenuta se si scoprisse che, in un qualsiasi organismo, il
4-fosfopanteteina e sintetizzato a partire da un enzima che
lutilizza come cofattore. Ma cio non e ancora accaduto.
Tuttavia, un'osservazione fatta da F. Lipmann a proposito dell'organizzazione
delle strutture enzimatiche correspondenti, ben prima che le
sequenze proteiche tossero conosciute, rende ancor piu degna
di nota questa ipotesi: l'analisi della sequenza di geni che
permettono la sintesi degli acidi grassi, costituenti maggiori
delle membrane, ha mostrato che di tale sintesi sono responsabili
enzimi della stessa famiglia (e con lo stesso coenzima). Avremo
in questo caso una prima spiegazione della genesi delle membrane
(essenziali alla compartimentazione), come sottoprodotto casuale
della sintesi dei peptidi.
Oggi sappiamo che l'atmosfera terrestre primitiva
non e stata molto riduttrice, ed e dunque poco probabile che
3.8 miliardi di anni fa ci sia stata una forte concentraizione
di NH3. L'atmosfera era essenzialmente ricca di CO2 e N2, e
forse di derivati piu ossidati dell'azoto. Se dunque avanziamo
lipotesi dellesistenza di un'abbondunza di aminoacidi,
bisogna immaginare un mecanismo efficace di fissazione dellazoto
nellambito delle molecole a scheletto carbonioso.
Seguendo lapproccio di Granick, dobbiamo
considerare il modo in cui si fissa l'azoto al giorno doggi.
In generale, cio richiede la presenza di proteine contenenti
un nucleo ferro-zolfo (come le ferredoxine) per assicurare
il trasporto di elettroni intermedi, del molibdeno per la fissazione
dellazoto dellaria, di un cofattore comprendente
una molibdopterina, e del molibdeno per il trasporto di elettroni
nel caso delle ossidazioni piu complesse. Il dettaglio generale
dei trasporti elettronici non e ancora ben conosciuto, ed esiste
una varieta piuttosto grande di meccanismi di assimilazione
dellazoto a seconda degli organismi considerati.
Le ferredoxine sono proteine molto piccole formate
da un numero limitato di aminoacidi differenti, come ci si
attende da proteine ancestrali, e contengono il nucleo ferro-zolfo,
la cui esistenza e considerata di fondamentale importanza per
le origini della vita da Wachtershnuser (per questo autore
la pirite di ferro e uno dei minerali cruciali per il metabolismo
primittivo). Il molibdeno e un elemento molto raro della crosta
terrestre. ma non e chiaro se sia sempre stato tale. Del resto,
altri metalli avrebbero potuto svolgere lo stesso ruolo in
un'atmostera senza ossigeno (e il caso, ancora oggi, del tungsteno).
Ma la molibdopterina e anche un coenzima contenente
zolfo (cio gli permette di fissarsi al nucleo ferro-zolfo o
alla pirite), sintetizzato a partire da un nucleotide precursore,
il GTP, per ciclizzazione con perdita di un gruppo con un atomo
di carbonio, il residuo formile. Questa reazione e catalizzata
dalla GTP cicloidrolasi, che forma la pteridina trifosfato
a partire dal GTP, e libera un residuo formile (peraltro trasportato
da coenzimi il cui nucleo e una pteridina). Non potremmo allora
considerare la reazione inversa, che sarebbe un mezzo diretto
per formare i nucleotidi ?
PteridinaTP + HCOOH ----> GTP.
Dovremmo allora formulare lipotesi che
un processo autocatalitico assicurerebbe la sintesi di pteridina-fosfatto,
necessaria alla fissazione dellazoto, e che la sintesi
dei nucleotidi non sarebbe che un sottoprodoto accidentale
della mancanza di precisione di questa sintesi. Cosi il GTP
sarebbe unicamente un sottoprodotto della fissazione dellazoto.
Questa ipotesi audace esige che ci si inrerroghi sulla sintesi
delle pteridine a partire da (iso) peptidi. Ma lesplorazione
del metabolismo microbico che si sviluppa su ampia scala
attorno ai programmi di sequenziamento di interi genomi dovrebbe
permetterci presto di verificare se la direzione cosi delineata
e interessante.
In conclusione, labbandono dellipotesi
di un brodo ricco di molecole organiche come origine della
vita, e la sua sostituzione con lipotesi di un merabolismo
di superfide, e sempre piu suffragata da quanto si comincia
a intravvedere circa la natura dei genomi. La vita forma
un tutto, e dunque non e possibile dimenticare il metabolismo
o la compartimentazione che ne fanno parte in modo integrante.
Del resto, e lidea di una chimica precorritrice dell'attuale
metabolismo a fornire il filo dArianna che ci consente
di ricostruire uno scenario dorigine. Man mano che
si conoscono nuovi geni emerge che, al contrario di quanto
si poteva temere, siamo senzaltro molto piu vicini
allorigine - malgrado i tre miliardi e mezzo di anni
di evoluzione - di quanto non pensassimo.
Tra le numerose consequenze concettuali di
questa prospettiva vi e una diversa ottica nei confronti
della chimica: le superfici vi giocano un ruolo di primo
piano, ma allo stesso tempo l'idea di selezione e centrale.
La chimica selettiva porrebbe essere non soltanto per i laboratori,
ma anche per lndustria, una chimica del futuro. E lipotesi
di Granick, secondo la quale la selettivita e stata progressiva,
dovrebbe fungere da modello se vogliamo concepire una chimica
del futuro a immagine della vita.
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